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Registrazione delle metastasi scheletriche tramite SDO e schede di morte: uno studio di fattibilità

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Zorzi M., Tognazzo S., Bovo E., Zagonel V., Brunello A., Chinellato E., Stocco C., Baracco S., Busato C., Rugge M.

XXII Riunione scientifica annuale AIRTUM

Venezia, 11-13 aprile 2018

 

 

Abstract
OBIETTIVI
Valutare se Schede di dimissione ospedaliera (SDO) e Schede di morte sono fonti adeguate per la registrazione delle metastasi scheletriche.


METODI
Linkage dei casi incidenti nel 2008-2010 presenti nel Registro Tumori del Veneto con le SDO regionali ed extraregionali e le Schede di morte aggiornate al 31.12.2015. Registrazione di metastasi ossea in presenza di codifica di metastasi ossea (ICD9: 198.5; ICD10: C79.5) tra le diagnosi di dimissione di almeno una SDO e/o tra le cause di morte.
E’ stata attribuita come data di incidenza la data di ingresso del primo ricovero con codice di metastasi ossea, oppure la data di decesso.


RISULTATI
A carico dei 43217 casi incidenti nel 2008-2010 (maschi 52%, età ≥70 anni 47%) si sono registrate 2837 diagnosi di metastasi scheletrica (6,6%), più frequenti nei maschi (7,4% vs. 5,6% nelle femmine) e sopra i 50 anni (6,8% vs. 5,3% negli 0-49enni).
Un terzo dei casi si manifesta in pazienti con tumore primitivo del polmone (33,4%), il 13,9% mammella, 11,4%prostata, 7,3% rene e vie urinarie, 4,8% mieloma multiplo.
Metastasi ossee sono state registrate nel 22,4% dei pazienti con tumore del polmone, 19,8% mieloma multiplo, 6,7% mammella, 6,4% prostata.
La sopravvivenza mediana dalla diagnosi di metastasi è stata complessivamente di 96 giorni, più elevata nei pazienti con tumore della mammella (219 giorni) e prostata (145) rispetto a colon retto (80) e polmone (72).


CONCLUSIONI
Dal confronto con la letteratura, la selezione operata per questo studio risulta inadeguata principalmente perché ritarda sistematicamente l’attribuzione della data di incidenza e perché perde i casi di metastasi ossee gestiti esclusivamente a livello ambulatoriale (es. metastasi di tumore della mammella ormono-sensibile), che sono anche a miglior prognosi. Tali limiti sembrano superabili tramite linkage con il flusso della specialistica ambulatoriale (scintigrafia ossea ripetuta annualmente) e con la farmaceutica (assunzione mensile di bifosfonati), che è in corso.